Dal 12 al 20 settembre 2026 Como e Lecco hanno ospitato l’ottava edizione di Lake Como Design Festival, dedicata quest’anno al tema del Confine.
Dove finisce una cosa e ne comincia un’altra? Il confine separa, ma è anche il punto in cui realtà diverse entrano in contatto. Vale per i luoghi, per le persone, per le idee e anche per il nostro rapporto con ciò che ci circonda. È questa doppia natura del confine ad averci coinvolti e ad aver trovato nel design uno strumento per trasformare una riflessione in oggetti concreti.
Il Festival ha visto l’avvio della collaborazione di Arbos con il designer Paolo Vallara, collaborazione che si esprime nella nascita di un nuovo brand finalizzato a unire storia, creatività e competenze di entrambi: ANIMAGRIGIA/ARBOS.
E già all’interno del Festival questo nuovo brand ha dato vita a due progetti di grande valore: l’opera 1é16 e l’innovativo taccuino YESTERDAY-TOMORROW.
1é16: un’opera, sedici taccuini
Il progetto, sotto la direzione artistica di Francesca Brambilla, nasce da un gesto molto semplice.
A ogni artista coinvolto è stato affidato un foglio di cartone, pensato come un’unica superficie sulla quale realizzare liberamente la propria opera.
Solo in un secondo momento ogni lavoro è stato suddiviso in sedici parti uguali. Da ciascun frammento Arbos ha ricavato la copertina di un taccuino.
Ogni opera si trasforma così in 16 taccuini con 16 diverse copertine.
La divisione, però, non cancella l’immagine originaria. Al contrario, porta alla luce dettagli, segni e forme che prima appartenevano a una composizione più grande e che ora acquistano una propria identità.
Ogni taccuino è unico, ma continua a essere legato agli altri quindici. Ogni parte vive da sola e, allo stesso tempo, conserva la memoria del tutto.
È proprio qui che il tema del confine diventa concreto: nel punto in cui un’immagine finisce ne inizia un’altra, ma tra le due rimane una relazione.
Dal frammento a una nuova storia
Una volta separato dall’opera originale, ogni frammento inizia infatti una seconda vita.
Il taccuino può raccogliere parole, schizzi, pensieri, progetti, ricordi. Cambia attraverso l’uso e attraverso la persona che lo sceglie.
L’opera, quindi, non finisce nel momento in cui viene divisa. Continua a esistere in luoghi diversi e nelle storie che nasceranno sulle pagine di ciascun taccuino.
Come racconta il progetto stesso:
“Ogni taccuino è un punto di accesso.
Ogni bordo è una soglia.”
Una frase che racchiude bene il significato di 1é16 e il tema scelto dal Lake Como Design Festival: il confine non necessariamente come qualcosa che chiude, ma come uno spazio da attraversare, capace di generare nuove relazioni.
Un progetto di design sostenibile che guarda alle nuove generazioni
I taccuini 1é16 sono stati messi in vendita durante i giorni del Festival. Il ricavato sostiene le attività educational di Lake Como Design Festival, dedicate a studenti, scuole e nuove generazioni.
Anche per questo il progetto ci piace particolarmente: nato dalla creatività degli artisti, continua il proprio percorso sostenendo nuove occasioni di conoscenza e di formazione.
Per Arbos, design sostenibile significa anche questo: mettere in relazione materia, creatività, persone e cultura.
Un insieme di valori che il nuovo brand ANIMAGRIGIA/ARBOS pone come costitutivo della propria missione.
Perché un oggetto, anche piccolo e quotidiano come un taccuino, può essere molto più della sua funzione. Può custodire un pensiero, raccontare un materiale, mettere in discussione un confine, aprire lo spazio a una nuova idea.
Ed è qui che ha preso vita l’innovativo taccuino YESTERDAY-TOMORROW.
YESTERDAY-TOMORROW: The Radical Notes!
Un richiamo al concetto di confine come luogo di incontro, un omaggio alla scrittura sulla carta come atto di “resistenza”: da tutto ciò è partito Paolo Vallara per approdare all’idea di questo taccuino, che Arbos ha poi trasformato in un oggetto che, nella sua materialità, è carico di valori simbolici.
Realizzato interamente in carta e cartone riciclati, nei formati A6 e A5, Yesterday-Tomorrow è destinato a diventare, con il suo look deciso e inconfondibile, una presenza riconoscibile nei bookshop, nelle librerie e nelle migliori cartolerie nazionali e internazionali.
Questo taccuino è l’esempio concreto di come il design sostenibile possa diventare un potente linguaggio, capace di parlare del rapporto tra uomo e ambiente, del valore delle risorse e della trasformazione della materia in oggetti capaci di accompagnarci nella nostra vita quotidiana e di testimoniare i nostri valori.
