Festivaletteratura Mantova 2026: cultura e sostenibilità

Arbos, Educazione e creatività, Sostenibilità

Anche quest’anno Arbos è al fianco di Festivaletteratura Mantova 2026, che dal 9 al 13 settembre celebra un traguardo particolarmente importante: la sua trentesima edizione.

Trent’anni di libri, incontri, autori, lettori, idee e parole che hanno attraversato le piazze e i luoghi di Mantova, trasformando per alcuni giorni la città in un grande spazio aperto alla cultura e al confronto.

Per Arbos essere ancora una volta parte di questa esperienza significa rinnovare una collaborazione nella quale ci riconosciamo profondamente. Perché crediamo che cultura e sostenibilità abbiano molto in comune: entrambe parlano del futuro e della responsabilità che abbiamo nei confronti di ciò che lasciamo agli altri.

Arbos per Festivaletteratura Mantova- i quaderni del Festival

Un quaderno in carta riciclata per Festivaletteratura

Anche per l’edizione 2026 Arbos ha realizzato i quaderni che accompagneranno le giornate di Festivaletteratura.

Sono quaderni realizzati in Cartapaglia colorata, una delle carte riciclate che da sempre raccontano meglio la nostra storia e la nostra idea di sostenibilità. Una carta dall’aspetto volutamente naturale, nella quale la materia non viene nascosta, ma diventa parte dell’identità stessa del prodotto.

Sulla copertina trova spazio l’immagine scelta per rappresentare l’edizione del trentennale, creando un oggetto semplice ma fortemente legato a questo momento speciale nella storia del Festival.

Il quaderno, però, non è soltanto un supporto sul quale scrivere.

Durante un festival dedicato alla letteratura diventa quasi naturalmente un compagno di viaggio: raccoglie una frase ascoltata durante un incontro, il nome di un libro da cercare, una riflessione nata improvvisamente, un indirizzo, un disegno, un pensiero da non dimenticare.

Pagine bianche che, giorno dopo giorno, diventano qualcosa di personale.

“In trenta parole”: trent’anni raccontati attraverso la scrittura

Per celebrare il suo trentesimo anniversario, Festivaletteratura ha scelto di mettere ancora una volta le parole al centro attraverso il progetto partecipativo “In trenta parole”.

La proposta è tanto semplice quanto affascinante: raccontare una storia utilizzando esattamente trenta parole, una per ogni anno di Festival. I racconti raccolti andranno a formare una grande antologia murale esposta a Mantova durante l’edizione del trentennale.

Un progetto aperto a tutti, che restituisce alla scrittura il suo significato più libero e immediato.

Ed è proprio qui che ritroviamo anche il senso del quaderno.

Davanti a una pagina vuota siamo tutti liberi di cominciare. Non serve essere scrittori. Si può annotare una frase, abbozzare un’idea, fare un disegno, fermare un ricordo.

Una pagina non stabilisce cosa dobbiamo dire e non ci suggerisce cosa dobbiamo pensare.

Ci offre semplicemente uno spazio.

immagine del Festivaletteratura 2026
Arbos quaderno in cartapaglia Tuirchese per Festivaletteratura
tema del trentennale del Festivaletteratura
Particolare testo quaderno del Festivaletteratura

Il quaderno come spazio di libertà

In un mondo sempre più digitale, il quaderno conserva qualcosa di prezioso: è uno spazio fisico, personale e libero.

Non ha notifiche, non interrompe e non trasforma necessariamente ciò che scriviamo in un contenuto da condividere. Custodisce pensieri che possono restare privati oppure diventare l’inizio di qualcosa di più grande.

Per questo ci piace pensare al quaderno come a un piccolo baluardo della libera espressione.

Le sue pagine possono accogliere idee, appunti, racconti, progetti, parole, schizzi e perfino errori. Tutto può trovare posto sulla carta.

E forse non è un caso che un oggetto così semplice continui ad accompagnarci anche in un’epoca dominata dagli schermi. Scrivere a mano significa concedersi un tempo diverso: più lento, più personale, più vicino al pensiero.

Cultura e sostenibilità: un impegno comune

La collaborazione con Festivaletteratura ci permette di raccontare un principio nel quale Arbos crede da sempre: la sostenibilità non riguarda soltanto i materiali che utilizziamo, ma anche la cultura che contribuiamo a costruire.

Scegliere la carta riciclata significa ridurre l’utilizzo di nuove risorse e dare valore a una materia che può avere una nuova vita. Ma significa anche comunicare, attraverso un oggetto quotidiano, che esiste un modo diverso e più consapevole di produrre e consumare.

Da molti anni Arbos lavora affinché il rispetto per l’ambiente entri nella normalità delle cose: in un quaderno, in un taccuino, in un oggetto che utilizziamo ogni giorno.

Per noi sostenibilità significa attenzione alla materia, ricerca, recupero e produzione responsabile. Ma significa anche sostenere le idee, la creatività, l’educazione e la possibilità di accedere alla cultura.

Perché un futuro più sostenibile non si costruisce soltanto utilizzando meno risorse. Si costruisce anche attraverso persone capaci di leggere, conoscere, immaginare, confrontarsi e sviluppare un pensiero libero.

Carta riciclata, parole nuove

C’è infine qualcosa che ci piace particolarmente nei quaderni realizzati per Festivaletteratura Mantova 2026.

La carta riciclata nasce da qualcosa che ha già avuto una storia. Viene recuperata, trasformata e resa nuovamente disponibile per accogliere qualcosa che ancora non esiste.

Una vecchia carta diventa lo spazio per una nuova idea.

È forse questa l’immagine che meglio unisce il lavoro di Arbos allo spirito di Festivaletteratura.

Da una parte la materia che viene recuperata e torna a vivere; dall’altra le parole, che passano da una persona all’altra, cambiano significato, generano pensieri e aprono possibilità.

Anche quest’anno siamo felici che i quaderni Arbos possano essere lì, tra le strade e le piazze di Mantova, nelle mani di chi parteciperà al Festival.

Pronti a raccogliere una frase, un incontro, un’intuizione.

O magari soltanto trenta parole da cui cominciare una nuova storia.

SFRIDI DI CARTA